domenica 22 aprile 2012

PANEM ET CIRCENSES

In principio fu "La Casta", il best seller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, libro\inchiesta\denuncia sugli sprechi e gli ingiustificati (e schifosi) privilegi della classe politica italiana.
Mi sono letteralmente imbattuto in questo libro, stamattina, inciampandoci mentre tentavo di alzarmi dal letto. Allora mi sono chiesto: ma quanti anni sono passati da quando è uscito?
Data di uscita sul mercato: 2 maggio 2007.
5 anni.
Fra pochi giorni saranno 5 anni.
E dov'è finita l'indignazione che suscitò questo libro al momento della sua uscita e, anche e soprattutto, nei tempi a seguire? Cosa è successo nella mente degli italiani, così incazzati da voler fare piazza pulita dei privilegi e dei privilegiati?
Ma, soprattutto, a cosa è servito essere informati sulle nequizie della "casta" politica italiana e di tutto coloro che le gira attorno?
Cosa è cambiato?
Cinque anni dalla pubblicazione del libro e ancora ci si continua a sciacquare la bocca con parole inutili e con inutili denunce. Le parole non servono a niente se non sono seguite dai fatti.
Nella realtà la classe politica si è ancora di più rafforzata e stretta attorno a se stessa, utilizzando al meglio il vecchio detto: "Se non puoi batterli unisciti a loro". Ora... fermo restando che possono battere chiunque, la perversa idea di unirsi a "loro" (noi, voi) è stata geniale.
  
Cosa è successo da allora? Che i politici (la simpatica Santanchè in primis) hanno cominciato ad andare in tv a denunciare gli sprechi della casta. Della casta.
Della casta!
Loro lo fanno.
Come se non ci fossero dentro. Per far capire ai propri elettori che la casta sono gli altri, sono quelli avversari. E gli avversari fanno lo stesso.
E qual è il risultato?
Milioni di beccaccioni che prendono tutto come oro colato e stanno lì, a farsi riempire la bocca di cazzate e di sofismi, e magari a pensare: "eh sì, è vero... sono gli altri a rubare, i nostri sono onesti".
E cosa succede a pensare così?
Che tutti diventano onesti.
Che "casta" è una parola che perde di significato.
Che non cambia nulla.
Che i libri non servono.
Le parole non servono.
E non servono nemmeno i fatti.
A voi non serve niente... solo di stare lì nel nido con il becco aperto ad aspettare la mammina che porti il verme per riempirsi lo stomaco.
Casta.
Casta...
Indignazione...
Ma quale indignazione! Ma quale casta!
Oggi è domenica... c'è il campionato... quello sì è importante.
Altro che casta!
Panem et circenses...
Amen!


3 commenti:

  1. Anonimo ha detto...
    Sento cattivi odori
    che vengono dalle fogne

    una volta avrei detto è normale
    dopo mesi di siccità quando piove

    ma la puzza è vomitevole
    allora mi sono chiesto cosa sarà?
    apro il giornale leggo gli scandali
    di questi giorni e finalmente ne traggo le conclusioni
    non è colpa della pioggia
    ma del liquame dei politici che galleggia. VITTORIO

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  2. L'ho sempre pensato detto e scritto.
    I "NOSTRI" sono smaliziati e furbi, ma sopratutto sanno che hanno il coltello dalla parte del manico. Per di più non sono intenzionati a mollare ne il coltello ne i benefici raggiunti.
    In fondo sanno che il popolo è come il somaro che tira il carretto e che si guida con bastone e carota.
    Per un popolo immaturo va tutto bene così; per un popolo critico c'é solo una possibilità: "CACCIARLI VIA TUTTI ANCHE A SBERLE SE NECESSARIO".
    Adesso è necessario!

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  3. Adesso sarebbe assolutamente necessario, sì.
    Ma non succederà.
    "Non ora non qui" come cantavano i CCCP

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